POSIZIONE DI SOLVIBILITA'


Posizione di Capitale Regolamentare Solvency II

I processi di gestione dei rischi e del capitale hanno l’obiettivo di gestire in maniera integrata la posizione di capitale (o posizione di solvibilità) regolamentare e il profilo di rischio del Gruppo. Solvency II definisce la posizione di solvibilità regolamentare come rapporto tra fondi propri ammissibili (Eligible Own Funds - EOF) e il Requisito Patrimoniale di Solvibilità (Solvency Capital Requirement - SCR).

In conformità con il Provvedimento IVASS n.53, 2016, i dati relativi al SCR e al Requisito di Capitale Minimo (Minimum Consolidated Group SCR - MCR) riportati nel presente documento, si basano su una stima preliminare.

Copertura SCR regolamentare (Valore preliminare)

(€ milioni) 31/12/2016
Copertura SCR 
EOF a copertura del SCR  41.159,4
SCR  23.226,3
Solvency Ratio  177,2%

In linea con la normativa, gli EOF sono calcolati come descritto di seguito:

  • Al valore di mercato delle attività e passività vengono dedotti i dividendi proposti e sommate le passività subordinate (con caratteristiche adeguate definite dalla regolamentazione), così come gli OF accessori già approvati dall’Autorità;
  • Vengono poi presi in considerazione gli aspetti legati alla disponibilità e alla trasferibilità dei fondi a livello di Gruppo e, in seguito, gli OF vengono classificati per Tier, che ne rappresentano i diversi livelli di qualità;
  • Nell’ambito di tale processo, le compagnie appartenenti ad altri settori finanziari contribuiscono con il capitale disponibile determinato in base al regime settoriale di appartenenza (i.e. banche, fondi pensione).

La seguente tabella riporta la riconciliazione tra il Patrimonio Netto IFRS e gli EOF a copertura del SCR. Di seguito i principali aggiustamenti:

  • Gli investimenti vengono rivalutati al valore di mercato (ad esempio i prestiti e gli immobili);
  • La contabilizzazione delle riserve tecniche segue le regole Solvency II e viene determinata come somma della miglior stima delle passività (best estimate of liabilities) e del margine di rischio (risk margin)1;
  • Gli attivi immateriali (e.g. avviamento) sono dedotti;
  • Sulle valutazioni di cui sopra sono quindi determinate le imposte differite;
  • Viene incluso il debito subordinato (con caratteristiche specifiche in termini di disponibilità, duration sufficiente, e mancanza di incentivi al riscatto o impedimenti), e dedotto l’ammontare dei dividendi proposti;
  • Infine, si applicano i filtri sull’ammissibilità e sulla trasferibilità e si valuta l’impatto delle altre compagnie regolamentate.

Riconciliazione del Patrimonio Netto IFRS con gli EOF

(in milioni di euro) 31/12/2016
Patrimonio Netto IFRS (al lordo degli interessi di terzi -Minorities) 25.667,6
Rivalutazione al mercato delle attività 10.469,6
Rivalutazione derivante dalla valutazione delle riserve tecniche nette 16.726,7
Rivalutazione derivante dalla valutazione delle passività non tecniche -1.063,2
Attivi immateriali -10.801,2
Impatto sulle imposte differite -5.422,4
Eccedenza delle attività sulle passività 35.577,1
Debito subordinato 9.142,3
Dividendi proposti -1.249,4
Altri (incl. altri regimi settoriali e filtri sulla trasferibilità) -2.310,6
EOF a copertura del SCR 41.159,4

(*)Dati preliminari, stimati sulla base di un dividendo per azione di € 0,72.

I fondi propri sono classificati in tier, che rappresentano i diversi livelli di qualità in termini di capacità di assorbimento delle perdite (loss-absorbing capacity)2.

EOF a copertura del SCR

(€ milioni)2016
TotaleTier 1(*)Tier 1 (restricted)Tier 2Tier 3
EOF 41.159,4 31.848,7 3.735,8 5.406,5 168,3

(*)ll Tier 1 comprende anche il capitale disponibile delle compagnie appartenenti ad altri settori finanziari e gli utili e le perdite non realizzate relative al business IORP francese (Institutions for Occupational Retirement Provision) come concordato con l’Autorità di Vigilanza di Gruppo.

I fondi propri classificati come Tier 2 si riferiscono alle passività subordinate, mentre il Tier 3 si riferisce alle imposte differite.
Nel contesto Solvency II, il SCR è calcolato come Value at Risk (VaR) dei fondi propri, soggetto ad un livello di confidenza del 99,5% ad un anno (equivalente al capitale necessario ad assicurare la copertura di eventi con probabilità 1 su 200 anni).

In aggiunta alla copertura del SCR, si determina il MCR. Il calcolo del MCR è richiesto al fine di determinare il livello minimo di capitale sotto al quale il Gruppo sarebbe esposto a un livello di rischio inaccettabile laddove autorizzato a proseguire le attività. Il MCR è definito con regole semplici e si colloca in un intervallo tra il 25% e il 45% del SCR. La copertura è presentata nella seguente tabella.

Copertura MCR regolamentare (Valore preliminare)

 (€ milioni)  31/12/2016
 MCR a copertura  
 EOF a copertura del MCR    39.153,8 
 MCR    17.846,4  
 Solvency Ratio   219,4%

Per definire la copertura del MCR, sono applicate regole più stringenti per l’ammissibilità dei fondi propri(3). Gli EOF vengono determinati come segue:

EOF a copertura del MCR

(€ milioni)31/12/2016
TotaleTier 1(*)Tier 1 (restricted)Tier 2Tier 3
EOF 39.153,8 31.848,8 3.735,8 3.569,3 0

(*) Il Tier 1 comprende anche il capitale disponibile delle compagnie appartenenti ad altri settori finanziari e gli utili e le perdite non realizzate relative al business IORP francese (Institutions for Occupational Retirement Provision) come concordato con l’Autorità di Vigilanza di Gruppo.

In aggiunta ai dati preliminari relativi al Solvency Ratio sopra indicati, il Gruppo calcola l’Economic Solvency Ratio (ESR). Per il calcolo dell’ESR, il Modello Interno viene applicato a tutte le compagnie assicurative del Gruppo(4). In questa relazione, la sezione del profilo di rischio sarà basata sull’Economic Solvency Ratio come indicato nella tabella di seguito.

Copertura del ESR

 (€ milioni)  31/12/2016
 SCR a copertura  
 EOF    41.657,7
 SCR    21.480,4  
 Solvency Ratio   193,9%

Il SCR copre i rischi di sottoscrizione, finanziari, di credito e operativi come riportato di seguito:


ESR: dettaglio per rischio

 (€ milioni) 31/12/2016
 Totale   Impatto (%)  
 SCR prima della diversificazione    32.253,3  100,0%
 Rischi finanziari    11.327,4   35,1%
 Rischi di credito (1)  12.791,3   39,7%
 Rischi di sottoscrizione vita    2.204,6   6,8%
 Rischi di sottoscrizione danni 3.763,5   11,7%
 Rischi operativi    2.166,5  6,7%
 Beneficio di diversificazione -5.991,7 
 Imposte differite -5.903,9 
 SCR (escl. gli altri settori) 20.357,7 
 Altri Settori (2)  1.122,7 
 SCR Totale 21.480,4 

(1) I rischi di credito includono il rischio di default, il rischio di spread widening e il rischio di rating migration
(2) All’interno di questa categoria sono incluse altre imprese finanziarie regolamentate (ad esempio IORP, Banche, Asset Management)


La determinazione del SCR evidenzia che:

  • I rischi finanziari e di credito, ammontano al 74,8% del totale SCR, data la predominanza del business vita tradizionale;
  • I rischi di sottoscrizione vita (che includono la malattia) e danni, ammontano rispettivamente a 6,8% e 11,7% del totale SCR;
  • I rischi catastrofali (CAT) presentano un impatto limitato sul SCR grazie ad un ampio programma di riassicurazione;
  • I rischi operativi contribuiscono al SCR di Gruppo per 6,7%. Questo contributo è determinato secondo la Formula Standard.

Per ogni categoria di rischio viene fornita un’ulteriore spiegazione nella sezione Profilo di rischio.

Modello Interno Parziale di Gruppo (Group PIM)

Il Gruppo Generali ritiene che il PIM sia il metodo più idoneo ai fini della rappresentazione del profilo di rischio, sia a livello del Gruppo, sia delle compagnie nel perimetro, in termini di granularità, calibrazione e correlazione tra i diversi fattori di rischio.
Il Modello Interno di Gruppo è strutturato sulla base della Mappa dei Rischi, che riporta tutti i rischi quantificabili che il Gruppo ha identificato come rilevanti, prevedendo il calcolo del SCR sia a livello di singolo rischio sia a livello aggregato.

Nell’implementazione del Modello, il Gruppo ha adottato l’approccio Monte-Carlo con “proxy function”, per determinare la cd. distribuzione di probabilità completa (full probability distribution - PDF) delle variazioni dei fondi propri di base su un orizzonte temporale di 1 anno.
La distribuzione di probabilità dei fondi propri consente di determinare le perdite potenziali ad ogni percentile per i rischi nel perimetro ed in particolare il SCR che corrisponde al 99.5-esimo percentile. Il metodo Monte- Carlo è ampiamente utilizzato nel settore assicurativo e consente la determinazione di risultati, utilizzando le caratteristiche insite nei campionamenti casuali ripetuti per la simulazione degli eventi più complessi del mondo reale. Le proxy function sono funzioni matematiche che simulano l’interazione tra i driver di rischio e i portafogli assicurativi e producono risultati ad un elevato livello di affidabilità.
Il processo di aggregazione prevede l’utilizzo di tecniche matematiche avanzate in linea con le best-practice sul mercato e nella procedura di calibrazione dei rischi si prendono in considerazione aspetti sia quantitativi che qualitativi.
La governance e i processi relativi al Modello sono definiti nell’Internal Model Governance Policy con la finalità di:
  • Mantenere il PIM e i suoi componenti appropriati per il loro scopo;
  • Definire procedure per disegnare, implementare, utilizzare e validare i nuovi modelli e i relativi cambiamenti;
  • Confermare su base continuativa l’appropriatezza dei modelli.
L’Internal Model Change Policy definisce i ruoli e le responsabilità nell’implementazione di cambiamenti al Modello, necessari per assicurarne l’appropriatezza nel tempo a al fine di supportare le attività inerenti allo sviluppo del PIM.
Nell’ambito della governance del Modello, è stato istituito l’Internal Model Committee, con la responsabilità di approvare le calibrazioni del PIM, per supportare il processo decisionale sugli sviluppi (o sui cambiamenti) del PIM e per garantirne il monitoraggio durante il suo intero ciclo di vita, assicurandone il corretto funzionamento. Il Comitato è presieduto dal Model Design Authority, responsabile di assicurare la coerenza e l’affidabilità complessiva del PIM.
Il CRO di Gruppo definisce i processi e i controlli per assicurare la continua appropriatezza del disegno e dell’operatività del PIM, affinché rifletta in modo adeguato il profilo di rischio di Gruppo. Inoltre, il CRO di Gruppo è responsabile della definizione delle metodologie per ogni componente del modello, sulla base di quanto proposto dall’Internal Model Committee, così come per la produzione dei risultati.
Il CEO di Gruppo, nell’ambito del Balance Sheet Committee, viene informato su base periodica in merito ai passaggi principali e ai risultati del processo del Modello Interno. Il CdA, assistito dal CCR, assicura la continua appropriatezza del disegno e dell’operatività del PIM, la sua conformità e che il PIM continui a riflettere in modo appropriato il profilo di rischio del Gruppo.
Questi ruoli sono previsti anche per le singole compagnie nel perimetro del Modello.
Il PIM è soggetto su base continuativa ad un processo di validazione indipendente, con l’obiettivo di garantirne in maniera indipendente la completezza, la solidità e l’affidabilità dei processi e dei risultati, nonché la loro conformità ai requisiti normativi Solvency II. Gli esiti del processo di validazione sono strutturati al fine di supportare il Senior Management e il CdA nella comprensione dell’appropriatezza del Modello Interno, e includono le aree di miglioramento in cui il PIM presenta punti di attenzione e limitazioni, con particolare riferimento al suo utilizzo.
Per garantire un adeguato livello d’indipendenza, le risorse che eseguono le attività di validazione non sono coinvolte nello sviluppo e nell’operatività del PIM.
Il processo di validazione funge come meccanismo d’incentivo e assicura il tempestivo e accurato aggiornamento di miglioramenti al Modello.
Al fine di garantire l’appropriatezza dell’insieme degli elementi che costituiscono il PIM, la validazione non si basa solo sugli aspetti quantitativi, ma anche su quelli qualitativi, non limitandosi ad aspetti di calcolo e alla metodologia. Tra questi vanno menzionati aspetti legati alla qualità dei dati, alla documentazione e all’utilizzo del Modello.

(1)L’affidabilità e l’adeguatezza delle riserve tecniche Solvency II sono valutate dalla Funzione attuariale.
(2)Per garantire un’elevata qualità del capitale disponibile, i livelli di Tier 2 e Tier 3 ammissibili a copertura del SCR sono soggetti ai seguenti limiti. L’importo ammissibile delle voci Tier 1 deve essere almeno la metà del SCR; in caso di passività subordinate ammissibili e azioni privilegiate eccedenti il 20% del totale del Tier 1, si declassano al Tier 2. L’importo ammissibile del Tier 3 deve essere inferiore al 15% del SCR. La somma degli importi ammissibili di Tier 2 e Tier 3 non deve eccedere il 50% del SCR.
(3)L’ammontare delle voci Tier 2 e Tier 3 ammissibili alla copertura del MCR è soggetto a limiti quantitativi più stringenti. L’ammontare ammissibile delle voci del Tier 1 deve essere almeno pari all’80% del MCR; la stessa limitazione vale per le passività subordinate e per le azioni privilegiate. L’ammontare ammissibile di voci Tier 2 non deve eccedere il 20% del MCR. Il Tier 3 non è ammesso a copertura del MCR.
(4)Ai fini del calcolo dell’ESR, solo un numero limitato di compagnie contribuisce sulla base della Formula Standard.